giovedì, febbraio 07, 2008
16:36

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OUFF!

postato da: Windy in: cose da windy, lavoro e gastrite
Ci sono ancora eh.
Sempre viva, sempre con un nuovo lavoro iniziato (bhè sì un altro).
Sempre in bolletta.
Sempre con il culone.
giovedì, novembre 23, 2006
22:09

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Signorina precisina

postato da: Windy in: sale la carogna, lavoro e gastrite

l'epopea lavorativa,
di una creativa brutalizzata.


Io sono della vergine, segno zodiacale cui viene universalmente attribuito come tratto distintivo quello della pignoleria.
Lei è della bilancia, segno zodiacale cui viene universalmente attribuito come tratto distintivo quello dell'esteta.
Io sono ascendente capricorno, segno zodiacale cui viene universalmente attribuito come tratto distintivo quello della cocciutaggine.
Lei è ascendente rompi coglioni, che non è un segno zodiacale ma è un segno cui viene ugualmente ed universalmente attribuito come tratto distintivo quello di rompere i coglioni. Vigorosamente.
Quando arriva in ufficio devo ascoltare.

Se la sento sentire le scale, scalino dopo scalino, con una lentezza inesorabile, ed il passo di Godzilla (a tutt'oggi non comprendo ancora come ci riesca, visto che peserà 35 kg dopo aver fatto la cacca), so già che arriverà con la faccia tipo Santa Caterina Martire, avrà l'aria spossata, ma parlerà certamente come un topino di Cenerentola, solo meno simpatico.

Se la sento salire le scale, scalino dopo scalino, a lentezza media ed il passo di Godzilla, so già che arriverà con la faccia  tipo Santa Maria Maddalena Addolorata, non parlerà come un topino di Cenerentola, ma mi racconterà di quanto siano cattivi con lei al lavoro. (Mai abbastanza).

A prescindere dall'entrata in scena, quando inizierò a lavorare su quella inutile, noiosa rivista che stampiamo in 550 copie ma poi leggono in dieci -quando vanno a fare la cacca per facilitare il compito a Madre Natura - (quella stessa rivista che proprio lei voleva impaginare con lo sguardo), inizierà ad elogiare la  beltà del mio lavoro, ed a sottolineare "ahhhhhhhhhh, quanto vorrei imparare".

La giusta risposta sarebbe: fallo, così la smetterai di rompere i coglioni a me.
La risposta invece è: un soddisfacente silenzio (a sottolineare quanto sopra enunciato)
Poi inizierà il mio lavoro di creativa.

Avrò a disposizione i soliti 10 noiosi articoli che qualcuno non avendo null'altro da fare si sarà pure sbattuto a scrivere , corredati da foto delle dimensioni di un francobollo e per le quali solitamente dovrò "vedere cosa riesco fare".
La giusta risposta sarebbe "un cazzo".
La risposta è: uno sguardo estremamente scettico.

Alle volte le foto saranno dimenticate "ohhhhhhhhhh, ma com'è possibile"?
La giusta risposta sarebbe: perché sei un idiota.
La risposta è: assumere un colorito verdognolo con espressione truce.

Allora le foto me le cercherò da me, e saranno vergognosamente più idonee di quelle che arriveranno il giorno dopo la stampa della rivista.
"Ohhhhhhhhhhh, ma come le hai trovate?"
La risposta giusta sarebbe: David Copperfield mi fa una pippa, posso creare immagini solo col pensiero.
La risposta è: su internet. (questo la fa sempre sentire idiota, ed il mio momento di puro godimento).

Poi arriverà la correzione delle bozze.
"Ma quanto tempo credi che ci vorrà per stampare le bozze?"
La risposta giusta sarebbe: CAZZO, ALMENO DUE ORE. LE DUE SOLITE ORE
(Ma la laurea te l'hanno data con i punti del benzinaio?!)

Se ora vi state interrogando su quanto sia lenta la stampante, fate un salto in ufficio da me, sarò ben lieta di mostrarvi cosa voglia dire impaginare due sedicesimi in bianca e volta senza plug-in di impaginazione.

Ora sono certa che sarete sufficientemente confusi ed ammirati dallo snocciolamento di terminologie tecniche per le quali non avrete comprensibilmente capito un cazzo. Non siatelo, questa è la tecnica che uso più frequentemente per depistare il mio titolare, che lavora nel settore da trent'anni, ma che come voi continua a non capire un cazzo, tuttavia rimane sempre impressionato dalla mia capacità dialettale in tecnichese (alcuni la chiamano mente semplice, io lo chiamo idiota)-

Bene. Una volta stampata la rivista, ci sarà sicuramente un punto nero che poteva essere tolto alla foto di pagina 18, un pelo del naso del signore di pagina 25, una virgola la cui punta è venuta smussata. Ma i pixel formato nonna andranno bene "sembra quasi un effetto voluto".

Certo, sei sei cieco potrebbe effettivamente esserlo.

Dopo qualche settimana, qualcuna delle dieci persone che hanno letto la rivista mentre erano impegnate a fare la cacca, noteranno di certo che il modo in cui è stata formulata quella frase, poteva essere migliore, che magari è rimasto un doppio spazio, che mamma mia, rovina la rivista.

Bhè evidentemente: saranno ascendente rompi coglioni, che non è un segno zodiacale ma è un segno cui viene ugualmente ed universalmente attribuito come tratto distintivo quello di rompere i coglioni. Vigorosamente.
domenica, giugno 26, 2005
11:11

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Tantalchilologia

postato da: Windy in: sale la carogna, lavoro e gastrite

Rudimenti
sulla professione grafica.


Cinque mesi fa orsono,
mi veniva data la notizia che la signorina X, illustrissima esperta di tantalchilologia, avrebbe intrapreso il semplicissimo compito di impaginare una rivista di presumibilmente trentadue pagine (o forse sedici, o magari sessantaquattro non so), senza e ribadisco SENZA saper usare nessun programma di grafica.
[A parte qualche rudimento del defunto - e ci sarà un perché - PageMaker (e quando intendo rudimento intento "apri" "crea nuovo" "copia" "taglia" "incolla" "chiudi")]
Sul momento pensai ad uno scherzo, ma poi vidi la drammatica serietà delle intenzioni, e mi chiesi perché cazzo il mio inutile titolare non stroncasse sul nascere questa pericolosa iniziativa.
Ma la risposta è presto data: perché è inutile.
E così il progetto prese piede.
Iniziali pomeriggi passati a ripetere per trentasette volte filate come si clona UNA scritta, o come si raggruppano DUE oggetti, e l'evidente non comprensione delle trentasette spiegazioni, mi avevano in effetti fatto intuire che il lavoro avrei necessariamente finito per farlo io.
E intanto passavano inutilmente due mesi, ma la signorina X ancora credeva di poter riuscire a impaginare il tutto da sola, dopotutto si sarebbe trattato di 16 pagine, forse trentadue, magari sessantaquattro.
Avevamo tuttavia ancora 3 mesi di tempo a disposizione, e sappiamo tutti che fissando l'interfaccia di un programma si impara ad utilizzarlo no? Quindi in tre mesi, cazzo, avrebbe imparato.
Dopo l'ennesimo pomeriggio speso a ripetere come si fa copia e incolla, decido di impugnare la situazione proponendo di sollevare Miss. X dal suo semplicissimo incarico [fissare lo schermo].
E così è stato.
A quel punto ho ingenuamente pensato che l'ostacolo più grande fosse aggirato.
Sbagliavo.
Una persona che senza saperlo fare, pretende di impaginare una rivista, lavoro che normalmente richiede tempo e concentrazione, ritiene anche che fare questo lavoro sia:
A-semplice
B-veloce
La semplicità è ovviamente conseguente alla bravura dell'operatore grafico, la velocità anche [di solito sono modesta, ma diciamolo, nel mio lavoro io sono dannatamente efficiente], il tutto però è collegato ad alcuni insignificanti particolari:
sapere che COSA va inserito nell'impaginazione:
numero degli articoli articoli, lunghezza e collocazione dei tali, immagini correlate... si, insomma: i CONTENUTI di una rivista.
Una persona che senza saperlo fare, pretende di impaginare una rivista, lavoro che normalmente richiede tempo e concentrazione, ritiene anche che fare questo lavoro sia:
A-semplice
B-veloce
C-CHE NON SIA NECESSARIO CONOSCERE I CONTENUTI DELLA RIVISTA.
E intanto passavano altri due mesi, e la data di consegna della rivista si avvicinava, senza sapere però che cosa effettivamente avrebbe contenuto la rivista.
A quel punto iniziava il vero delirio, solo che io non potevo saperlo:
"vedrai che finiamo tutto in un pomeriggio", "vedrai che facciamo in tempo, tanto è una cosa semplice".
Non ho mai sentito una tale mancanza di rispetto nei confronti della mia professione:
sarebbe come se io pretendessi di saper fare la psicologa perché vado dalla psicologa e quindi ho visto come si rapporta coi pazienti,
sarebbe come se io pretendessi di saper fare il dottore poiché conosco tanti dottori e li ho visti in azione.
E' vero, per la mia professione non è necessaria una laurea.
Questo non lo avevo calcolato.
Se una persona che NON ha mai visto come si lavora in questo campo sbaglia a calcolare i tempi, lo capisco, che tutto questo sia avvallato da un "titolare" che si vanta di "fare questo mestiere da 150 anni" mi fa incazzare come una biscia.
Alla fine dei conti, io vengo pagata e l'unica cosa che posso fare è inghiottire la bile e fare quello che mi viene detto di fare.
In sostanza il lavoro è stato fatto in una settimana (UNA), poiché la sottoscritta è rimasta più volte in ufficio fino alle 19,00, l'ultimo articolo è stato inserito il giorno prima di uscire in pellicola e dulcis in fundo
"Vedi che alla fine ce l'abbiamo fatta?"
giovedì, febbraio 03, 2005
20:22

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L'Eco nel cervello.

postato da: Windy in: sale la carogna, lavoro e gastrite
... e di certo non è Umberto.

Sono stata rimproverata diverse volte (due), e da diverse persone (sempre due)
perché ultimamente aggiorno troppo raramente il blog.
Avendo una vita tanto densa di impegni, così protesa verso la realizzazione di me medesima, sapete, alle volte diventa difficile trovare il tempo per raccogliere le idee e postare qualcosa.
Detta in un altro modo, potrebbe diventare anche qualcosa come "non ho un cazzo da dire".
In realtà è successo qualcosa che mi ha turbata molto, ve lo racconterò estraniandomi dalla narrazione quando possibile, e parlando di me stessa in terza persona (o quasi ecco).

In questa breve storia che andrò a raccontarvi sono presenti diversi personaggi: il Fattore "A" (che sarei io nel senso di "colei che FA", e quindi sarebbe più corretto dire "fattrice", ma fattrice richiama alla mente visioni terrorifiche, pertanto mi limiterò ad essere solo un fattore), l'elemento "M", e l'elemento "MCA".
Qualche settimana il fattore "A" ha ricevuto in ufficio gli elementi "M" ed "MCA".
Il fattore "A" già conosceva l'elemento "MCA", mentre non aveva mai avuto modo di interagire con l'elemento "M".
Non appena il fattore "A" vide l'elemento "M" comprese perché.
In un primo momento "A" pensò:
"come cazzo farà mai un cieco ad essere anche un grafico?"
(questo poiché gli occhi di M, si muovevano in senso rotatorio, senza trovare una posizione ed evitando clamorosamente il viso dell'interlocutore).
In un secondo momento A pensò:
"come cazzo farà mai questo babbeo ad essere un grafico?"
(questo poiché le guance di M ad ogni parola pronunciata assumevano un colorito cangiante dal purpureo al vinaccia, e si parlava di lavoro, non certo della posizione più efficace per trombare, cosa che in effetti metterebbe in imbarazzo anche A, dovessi mai parlarne con qualcuno che non ha mai visto prima).
In un terzo momento A pensò:
"come cavolo ha fatto questo MANIACO a diventare un grafico?"
(questo poiché gli occhi di M [Maniaco, appunto] avevano smesso di percorrere orbite di 360° gradi per fermarsi inesorabilmente sulle tette di A).
Lievemente a disagio per le proprie tette A iniziò ad incrociare le braccia frontalmente al fine di nascondere il corpo del reato, con l'unico risultato di mettere ancora di più in evidenza le suddette.

Sempre più a disagio A rivolse la sua attenzione dunque ad MCA, ricordando improvvisamente PERCHE' aveva evitato di farlo fino a quel momento...
MCA infatti era provvisto di un alito in grado di resuscitare un cadavere, o uccidere un essere vivente, a seconda della condizione (cadavere/essere vivente) in cui uno si trovava ad essere nel momento in cui aveva modo di interagire con MCA [Minchia, Che Alito, appunto - potrebbe tranquillamente sostenere "mai usato dentifricio in vita mia"]
Arrivò finalmente il momento di girare le spalle sia ad M che a MCA, momento di vera liberazione per la povera A che cominciava a sentirsi spaventata (ed anche una leggera voglia di vomitare, data la prodigiosa parlantina di MCA)
Ma A aveva sottovalutato "l'uovo prossemico".

Ecco in sostanza cos'è l'uovo prossemico
Provate a prendere una persona che non conoscete o conoscete molto poco e mettetevi davanti a lei.
Chiedete a questa persona di avanzare fino a quando non percepirete una sensazione di disagio, fino a quando non sentirete che si è avvicinata "troppo".
Ripete la stessa operazione per il fianco destro, il fianco sinistro, ed il vostro "posteriore".
Tracciando su un foglio i punti in cui avete chiesto alla persona di fermarsi, ed unendoli tra di loro (voi siete il tondo al centro del disegno), otterremmo il disegno di un uovo: l'uomo prossemico.

Tanto più la confidenza/fiducia aumentano, tanto meno l'uovo prossemico sarà grande.
Qui potete scaricare un filmato decisamente più interessante della mia spiegazione.


E così A si ritrova seduta alla sua scrivania con M e MCA che le alitano sul collo, seduti alle SUE SPALLE (e pensate che tortura dato l'alito pestilenziale di MCA).
L'uovo prossemico di A viene strapazzato al punto giusto, con i due elementi che gesticolano, si avvicinano sempre troppo, gli occhi di M che ricominciano a roteare senza sosta (non potendo più fissare le tette di A)
l'alito di MCA che costringe A a parlare con una mano sulla bocca, o peggio a trattenere il respiro.
E adesso ditemi se dopo un esperienza del genere non sareste anche voi ridotti al silenzio - neuronale intendo.
lunedì, novembre 29, 2004
21:16

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Chi fà falla

postato da: Windy in: sale la carogna, lavoro e gastrite
...caspita se falla!.

Da quando ho imboccato la via del mezzo grafico e mezzo pellicolaro, di vaccate sul lavoro ne ho fatte e ahimè so che ne farò ancora.
Ma i grafici D.O.C. che mi mandano i lavori "già pronti" -madonnasantaadddolorata- delle vaccate hanno fatto uno stile di vita...
Artisti inconsapevoli della butanad, incompetenti in modo quasi imbarazzante, ed arroganti quanto basta per offendersi quando solo nomini la "sovrastampa"...
Un giorno forse capiranno anche loro, che quest'attributo oscuro e malvagio non viene inserito nei programmi per indispettirli...
Ma è vero anche che quando pensi di aver visto tutto... è allora che si cominci a scavare.
I più pericolosi in questo senso sono i Grafici T.A.C. (Tanto al chilo).
Un grafico T.A.C. non ha idea di cosa sia fare il grafico ovviamente, MA sa accendere il computer (e forse sa spegnerlo), disgraziatamente possiede una copia di "uord", ed una di "peintsciopro", sicuramente "asidisi" è il suo mantra, e quel che è peggio prima di dirti "buongiorno" esordisce dicendo "io uso il picci", se vagamente accenni alla compatibilità tra piattforme, impallidisce e comincia a balbettare...
E allora complimenti al Signor C. che con tenacia e caparbietà ha avuto il fegato di impaginare un catalogo in: PAPPARAPAAA.... in Word [ma... ma Word lo usano tutti!]
Giuro, in parte lo ammiro, deve essere diventato nientemeno che stronzo nel farlo.
E soprattutto deve essere diventato davvero, davvero ma DAVVERO cretino nel nominare le immagini tipo Divina Commedia:
esempio "foto1/casadimianonna/stanzadabagno/nonnachesifailbagno.jpg"
DUECENTODIACIANNOVE IMMAGINI da rinominare perché il programma con cui ho ricostruito il tutto, ogni volta che "provavo" ad accennare un "esporta"...
iniziava ad imprecare... tramutando la divina commedia in antico dialetto atzeco,
esempio "foto1/casadimianonna/stanzadabag°°°@@####123456.jpg".
Complimenti al Signor C. che magicamente è riuscito nell'impossibile impresa di tramutare un immagine a 72 dpi di risoluzione in immagine ad alta risoluzione semplicemente aprendo "dimensione immagine" in fotosciop e scrivendo "300"...
Pampolo Pimpolo Parimpampù!
Che imbecille sono stata a non pensarci prima.
Complimenti al Signor C. che spedisce le immagini ad "alta risoluzione" immagine grandi come un francobollo e con i pixel grandi come mia nonna [Nonna santo Ddio mai possibile che mi sbuchi sempre fuori?!], quando nel sito dell'azienda (segnalato anche sul catalogo), le stesse immagini sono disponibili in formato poster.
Complimenti al Signor C. che manda un lavoro DEFINITIVO e poi quando l'hai rifatto (rifatto perché era "definitivo" appunto), approfondendo peraltro la conoscenza della bestemmia in aramaico [ormai quella in swahili non ha segreti e dunque passiamo oltre], ti dice "ma... ma... ma era solo una bozza di massima".
Complimenti al Signor C. che dall'alto della sua onniscenza grafica, non è stato capace di scaricare le foto da un sito... perché il sito era fatto in flash.
E ancora grazie, per non avermi allegato i font, grazie per avermi fatto il lavoro in un formato carta sbagliato, grazie per avermi fatto il lavoro in RGB.
Un giorno forse scoprirai cos'è la stampa offset ed il meraviglioso mondo del CMYK.
Nel frattempo visto che anche ecsel e pauerpoint li usano tutti, potresti sempre provare ad impaginarci un nuovo catalogo, per permettermi di affrontare sfide sempre nuove e stimolanti.

Ah, quasi dimenticavo: Signor C. sta ovviamente per Signor Coglione