venerdì, dicembre 29, 2006
01:13

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Windy for President!!!

postato da: Windy in: link, cose da windy

Votate il mio blog.
O vi verranno le emorroidi!!!


Okkei, okkei. Mi sono lasciata prendere la mano.
Comunque la sostanza è solo una: Pannasmontata (autrice del template originale di questo blog), ha indetto un concorso per tutti coloro che utilizzano un suo template e lo hanno modificato a proprio piacimento.
Il concorso in questione é il: "Template Whippers".
Ora, che vi piaccia oppure no questo template, andate a votarmi (basta cliccare sulle stelline che ci sono sotto alla miniatura del blog desiderato - nel vostro caso vi ricordo che è il mio.)
Avviso ai naviganti: ho testimoni che possono confermare che volendo posso portare un pò di sfiga.
Se non mi votate, con l'anno nuovo... emorroidi per tutti!!!
mercoledì, dicembre 27, 2006
20:32

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Questo blog non è un essemmesse

postato da: Windy in: link
Quando vedo skritto qlcs in kuesto modo A ME MI vengono i conati di vomito.
Io ho capito che "xché" voleva dire "perché" circa due anni dopo da che tutti avevano iniziato ad usarlo correntemente, io nei messaggi leggevo sempre icsché e pensavo: ma che cazzo vorrà dire è perché lo scrivono tutti?

Okkei, Okkei, io sono risaputamente tonta, comunque sia se condividete l'insofferenza, non avete che da clicckare sull'immagine a fianco (aggiunta da oggi alla sezione "cose").
domenica, dicembre 17, 2006
18:49

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Il gioco della sottomissione

postato da: Windy in: legge di murphy

altrimenti detto:
"il biro mi vuole bella".


Nonostante la scena si sia svolta in un letto, quando parlo di sottomissione, non intendo dire che ho sviluppato interessi sadomaso, e/o interessi verso il bondage. Ma vado a spiegarvi.
Quando guardiamo la tv a casa di 'more, solitamente la guardiamo in camera sua, spaparanzati sul letto.
Poiché il letto è grande, spesso anche il biro decide di balzare sul letto e guardare la televisione con noi. Che poi non è vero, di solito quando il biro sale sul letto è perché vuole buttare giù 'more e prendersi il suo posto.
Comunque il biro sale sul letto, il che equivale sempre a smettere di vedere quello che si sta guardando, perché se è vero che i pastori tedeschi hanno orecchie fiere, quelle del biro sono decisamente più fiere, ed impediscono la visuale.
Il biro tuttavia è esattamente come il suo padrone (no non intendo rompicoglioni), non ama le coccole. Non gli piace essere abbracciato e stretto se non è lui a richiederlo espressamente (con alzata di zampa e mugolio implorante). Così abbiamo studiato una strategia. Se il biro impedisce la visuale di qualcosa di interessante scatta il panino dell'amore. Il panino dell'amore consiste nello stringere il biro in un abbraccio soffocante, fino a quando (5 secondi dopo) non inizia a divincolarsi furiosamente e non balza giù dal letto clamorosamente seccato. Nel panino dell'amore, è importante decidere chi fa la copertura del panino, e la copertura non sono mai io, in quanto posseggo a discapito della mia corporatura florida, la forza di un ramarro narcolettico.
La copertura del panino (quindi 'more) stringe il biro e lo tiene fermo, fino a quando non si divincola troppo, e allora lo lascia fuggire.
Io fungo da culo del panino, e chiudo l'abbraccio, per impedire all'astuto quadrupede di fuggire.

Esiste ovviamente anche la versione light del panino dell'amore: la tartina dell'amore, ovviamente. E' esattamente come il panino, ma il culo del panino non c'è quindi la copertura si deve avvinghiare attorno al biro, completamente, per impedirgli qualunque via di fuga.
Un paio di settimane fa, ho deciso all'improvviso che dovevamo fare la tartina, solo io e il biro quindi. Prima di lanciarmi su di lui dichiaro con la stessa fierezza di un All Black prima  di eseguire la Haka: ti dimostrerò chi è il più forte.
E lo abbraccio, lo sollevo, e lo avvinghio con braccia e gambe.
AH-AH, hai tutte le zampe bloccate, e adesso come conti di fare?!

Non avevo considerato la variante "testa del biro".
Nel tentativo spasmodico di divincolarsi, e non riuscendo a muovere gli arti, il biro inizia a muovere la testa, e prima che io abbia il tempo di mollarlo, inavvertitamente mi tira una testata pazzesca dritta sulla bocca.

Immediatamente sento un dolore allucinante e mi porto le mani alle labbra, poco ci manca che non mi metta a singhiozzare come un poppante per il dolore. Corro in bagno per infilarmi sotto l'acqua fredda, e vedo che all'interno del labbro inferiore si sono formate due bolle di sangue. Che fare? Svenire o non svenire?
Dai non è così brutta. Non sveniamo. Mentre sono lì che osservo il mio labbro già gonfio, arriva 'more, che con un tempismo a dir poco eccezionale mi comunica che "devo sempre stare attenta alla testa del cane". E aggiunge "dai è come se avessi preso un pugno in faccia, ora puoi dire di sapere cosa si provi".
(stavo bene anche prima, grazie).

A poco serve il ghiaccio prontamente applicato. Così mentre stiamo per uscire (chiaro, per andare ad una festa, proprio la sera in cui ho le labbra tipo Mike Tyson dopo un incontro) mi giro verso 'more e gli chiedo "è molto gonfio?" e lui "no no, sembri solo Angelina Jolie".

Dopotutto il biro, mi vuole bella.
venerdì, dicembre 08, 2006
18:14

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Tutti qui

postato da: Windy in: musica

Claudio Baglioni
Giovedì 7 dicembre 2006


Era il 1992, all'epoca avevo 15 anni.
Accompagnavo mia madre al Dall'Ara, per vedere (il mio) suo primo concerto.
Certo la mamma era una fanatica già da molto tempo, ma per me lui era quasi sconosciuto, per esempio non conoscevo nemmeno una sua canzone a memoria.
Fu subito amore.

Mentre sono in macchina e guido, mi piace cantare, ma se passa Claudio, non canto: vengo posseduta dal demonio. Mi attacco saldamente al volante e comincio a cantare con tutta la voce che posso, (che è molto poca, mentre lui ha tre polmoni, per cui è quasi impossibile stargli dietro): quando comincio a diventare cianotica, la canzone volge quasi al termine, ma a quel punto l'ipossia è già avanzata (per cui adesso capite molte cose).

Ore 19,50.
Si parte.
Ho avuto mal di testa tutto il giorno, preferirei farmi colpire con una mazza da baseball piuttosto che andare ad un concerto, ma dieci minuti prima di partire la sento arrivare: è lei, l'adrenalina.
Forse richiamata dallo stato di semi isteria in cui versano la mamma e le sue amiche, storiche amiche di tante cantate, e compagne di una vita di demenza (la mela non cade mai lontana dall'albero). Qualcuna deve restare calma, e quel qualcuno sono io (a posto).
Quando arriviamo al PalaMalaguti è già delirio, le macchine che arrivano da ogni parte, i finestrini socchiusi che diffondono quelle stesse note che hanno fatto da colonna sonora alla vita di molti.
Non ce la posso fare, io sono fatta di emozioni, e parto anche io (il cervello intendo).
Mi sento di nuovo una bambina, e forse è questo il bello dei concerti, puoi urlare e scatenarti come non è concesso fare nella vita di tutti giorni (che peccato).

Il pubblico eterogeneo non ha un'età media: si parte dalle famiglie con tanto di prole al seguito, a coppie attempate, a giovani donne della mia età. E stupore, noto che sono molti anche gli uomini, e non sono tutti necessariamente di mezza età.
I posti sono numerati, e quindi non c'è l'isteria tipica del concerto nel quale devi fare di tutto per arrivare il più vicino possibile al palco. La fila è comunque lunghissima, fortunatamente è una fila educata e composta.
Quando strappano il nostro biglietto, qualcuno si fa prendere dall'emozione e tira una scoreggia di quelle nauseanti, quasi svengo: stavolta non per l'emozione, ma per il tanfo.

Entriamo.
Il PalaMalaguti è già pieno, dopotutto mancano solo dieci minuti all'inizio del concerto. Ci sediamo ai nostri posti, che non sono proprio vicini al palco.
Dieci minuti dopo esatti gli altoparlanti invitano gli operatori " a prendere il proprio posto", e la voce è la sua. Contemporaneamente alcune luci si spengono.
E si accende definitivamente il delirio, dopotutto nessuno aspetta altro.
Ancora qualche minuto ed eccolo lì. Doverosa ovazione collettiva.

Inizio a scaldare le corde vocali, con un urlo tale che fa girare i due bambini subito seduti davanti a noi (che ridono), e Marina (amica di una vita intera) mi apostrofa "sicura che vuoi che ti stia vicina eh"?
Ad aprire il concerto, la canzone che presta il nome al tour "Tutti qui", e subito dopo si parte subito: "Strada facendo" "Noi no". Alla faccia del contenersi, alla fine delle prime tre canzoni siamo tutte in uno stato di prostrazione fisica e vocale, e ci siamo appena scaldate.

Sono "tutti qui" davvero, i pezzi della sua storia musicale, ed il pubblico non chiede di meglio. Io personalmente, davvero no.
Il mio fido telefonino, che può girare filmati fino ad un'ora, viene per la prima volta messo a dura prova. Nonostante la distanza dal palco, inizio a riprendere.
Noto subito, con un sorriso, come le luci degli accendini, e dei cuoricini a molla siano state sostituite dalle luci un pò fredde degli schermi dei cellulari. Certo di materiale pirata stasera, ne verrà ripreso parecchio -penso- ma stai sereno Claudio, nessuno può risparmiarsi dal cantare insieme a te, tutte le riprese, saranno certamente una schifezza.

Il concerto è un crescendo, studiato magistralmente, splendidi medley (che di solito non amo, ma questi sono davvero belli) alternati a canzoni intere. Pezzi del vecchio Cluadio, alternati a successi più recenti: ugualmente emozionanti. Le luci accompagnano la musica, ed esaltano il pubblico, invitandolo a partecipare. Certo conosce i suoi fans il buon Claudio, e sa bene cosa ci esalta. Due ore e un quarto dopo, sono ormai completamente priva di voce, ed ecco in un medley spettacolare: "Questo piccolo grande amore" "E tu" "Amore bello" Sabato pomeriggio" E tu come stai" "Solo" "Amori in corso" "E adesso la pubblicità". "Mille giorni di te e di me" "Io me ne andrei" "I vecchi".. volevo troppo chiamarti Raffy, ma è davvero tardi. Ho ripreso quasi tutto però, e come promesso, ho cantato anche per te, più che ho potuto.

Ad "Io sono qui" presenta la band, e so che un pezzo che non può non esserci. Il telefono si spegne, la batteria prostrata mi saluta.
Porca puttana.

E partono le note della mia canzone, a chiudere il concerto: "La vita è adesso".
L'emozione è forte, e vuoi per la settimana pesante, vuoi per il significato che ha questa canzone, mentre canto inizio a piangere (donne).  "Perché non c'è mai fine al viaggio, anche se un sogno cade"

Appena arrivata a casa, scarico il contenuto del telefono. E come avevo temuto, la mia voce troppo vicina al telefono al momento della registrazione, sovrasta nettamente quella di Claudio. Il risultato è una tirstezza indicibile per le orecchie, ma certo un ricordo indelebile. (e ci credo)

Grazie Claudio, al prossimo concerto!
mercoledì, dicembre 06, 2006
20:44

commenti

Pride and Prejudice

postato da: Windy in: cinema e televisione, film imperdibili

Joe Wright
Usa 2005


ATTENZIONE: Contiene spoiler.
(anche se il film è già uscito in DVD da sei mesi, mi sembra carino specificarlo).

Ci sono persone cui la musica è necessaria per rilassarsi, lo stesso effetto su di me lo hanno alcuni film. Sono quei film che una volta visti, poi ho rivisto, ri-rivisto, ri-ri-ri-rivisto, e ri-ri-ri-ri-ri-rivisto, fino ad impararne a memoria le battute. All'inizio di quest'anno è uscito nelle sale un film che aspettavo da tempo: la trasposizione (l'ennesima a dire il vero) cinematografica di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio), libro (splendido) di Jane Austen.

La trama, bene o male la conoscete tutti: lei -Elisabeth Bennet- è una ragazza dalle origini umili tuttavia grandemente dotata di spirito, arguzia ed intelletto sopraffino, mentre lui -Mr. Darcy- è un ricco possidente, altrettanto arguto e vergognosamente affascinante. Tanto lei è espansiva, quanto lui è ombroso e riservato.
Attraverso questo romanzo la Austen, lanciava un j'accuse non troppo velato alle usanze bigotte e misogine d'inizio Ottocento. Nessuno si stupirà quindi se circa duecento anni dopo, lo scopo primario della Austen, viene non proprio parzialmente accantonato per dare spazio principalmente ad una delle -ancora oggi- più belle storie d'amore mai scritte.

[Dopotutto lo sostiene anche Meg Ryan in un altro film che conosco a memoria: You've Got M@il (C'è posta per te) "Leggilo -riferendosi al libro appunto- ha un lessico da far perdere la testa, parole come "laddove", "iattura"... te ne innamorerai".]

La trama dunque, è probabilmente destinata a far presa su un pubblico romantico, piuttosto che non ad un pubblico "realista". In buona sostanza la possibilità che alle donne piaccia è altamente probabile, la possibilità che agli uomini faccia pietà è altrettanto plausibile.  Prova ne è il fatto che alla fine del film io mi sono sciolta in lacrime , mentre il mio compagno stava simulando conati di vomito.
Se ancora non lo avete visto, tenetelo presente insomma.

Il motivo principale per cui questo film piacerà sicuramente al 90% delle donne, non è comunque solo la trama, ma è proprio lui Mr. Darcy. (ehhhhhhhhhhhhhhh)
Confesso che dopo la prima visione, ho passato almeno due settimane ad immaginare quanto splendida potrebbe essere la mia vita, se scappassi con Matthew McFadyen, attore inglese praticamente sconosciuto ovunque tranne che inghilterra (sua terra nativa). Ancora adesso dopo ogni visione del film, arrivo agli ultimi minuti praticamente sciolta sul divano, quando lo vedo avanzare nella nebbia all'alba con quello sguardo appassionato. Prima di pronunciare quelle parole, che la Austen non si è nemmeno sognata di scrivere, ma che devastano ogni volta il mio cuoricino di quasi trentenne. "You've bewitch me body and soul, and i love, i love... i love you". Normalmente è a questo punto del film che svengo e rimango in stato catatonico per almeno mezz'ora.
Insomma inutile dire che questo film è diventato senz'ombra di dubbio, uno dei miei prediletti, e che Mr. Darcy, resta un potenziale uomo della mia vita.

Mentre scrivendo questo post, ho deciso che stasera sarà "Pride & Prejudice", vi lascio il link del finale americano che ha indignato gli inglesi. Io sono certa invece, che nonostante tutto, pure la Austen l'avrebbe approvato.

D'altra parte gli americani sanno proprio essere splendidi quando vogliono: il pay-off nei loro cartelloni recita: "Sometimes the last person on earth you want to be with, is the one person you can't be without".

Ehhhhhhhhhhhhhh...........