...e chi mal comincia: che si fotta.
Oggi per la prima volta ho seriamente valutato la possibilità di prendere e traslocare in Nuova Zelanda, magari in una tribù maori.
Iniziamo dalla notte.
Sogno che mi bloccano il bancomat, sicché appena sveglia mi vien da pensare "Che siano stati i peperoni?"...
Ma poi realizzo che anche io possiedo un inconscio, che probabilmente vuole ricordarmi che il saldo del conto corrente sarebbe meglio controllarlo magari non una volta ogni solstizio d'estate.
E vado dunque a controllare il saldo.
Non appena la cifra viene visualizzata sul display, sorrido soddisfatta... poi vedo che CAZZO c'è un meno davanti a quella cifra che poco prima mi aveva fatto gongolare.
Seguono bestemmie a raffica, tic nervoso, travaso di bile, telefonate isteriche... per arrivare alle 18,30 quando "IL Signor direttore della Banca" in persona mi telefona personalmente scusandosi in swahili per il malinteso.
Sì, il malinteso.
Cioè ho rischiato l'impianto di un quadruplo by-pass coronarico per un malinteso.
Il terzo malinteso alla Paolino Paperino per intenderci, sicché pare che il tasso d'interesse del mio conto corrente [che più che correre annaspa] aumenterà sensibilmente.
Considerando che solitamente posso ritenermi ricca sfondata se arrivo ai 50 euri, 5 centesimi in più al mese, CAVOLO... son soldoni fitti.
Ma non è tutto.
Oggi Merdy era in vena di scartavetrare l'anima.
Sicché il grande genio dell'informatica [che non è capace di scaricare le foto dalla sua macchina digitale super-sburra], mentre sudavo come una capra sotto la luce del neon, intenta a rigirare le stramaledette scatole in cartone cannettato per coglierne l'essenza... arriva e comincia "Ma perché non usi il piedistallo?"
Diciamo che non lo uso Merdy caro, perché essendo stato concepito per una macchina digitale da 10 kg e dalle dimensioni approssimative di una cabina telefonica,
essendo questa nuova macchina del peso non superiore ai 150 grammi e non più grande di un pacchetto di sigarette,
potrebbe - e dico potrebbe - scivolare dal supporto, frantumandosi per terra...
con conseguente frantumatura di coglioni nei miei confronti perché ricordiamoci che "Dobbiamo stare attenti" [plurale majestatis imperativo].
Io già lo immaginavo a montare ugualmente il piedistallo e farmi vedere come sarebbe stata su perfettamente bene la mini-macchina sul macro-piedistallo, quand'ecco arrivare a salvarmi dal secondo tic nervoso della giornata, il Merdy-fratello, che lo rapisce in una conversazione evidentemente troppo impegnativa per potermi prestare ulteriormente attenzione.
Grazie signore grazie.
Ma non è tutto.
Oggi nemmeno il nostro factotum era in buona, così, alla scoperta di un errore di una lavoro già stampato e per inciso controllato in fase di elaborazione grafica, almeno un centocinquanta volte...
"Dobbiamo stare attenti"
Che importa aver evidenziato quel preciso particolare prima della stampa?
Che importano i costanti aggiornamenti sulla progettazione del lavoro?
Dobbiamo - devo - stare attenti.
E a questo punto pare evidente che lo studio di un archivio dei dati COMUNICATI sia a dir poco impellente.
Tic nervoso palpebra/labbro.
Ma non è tutto.
Tornando a casa, un camion di pagnotte di mais, ha perso una pagnottella che è planata con crudeltà indicibile sul cofano della mia macchina, segnandola.
Ecco adesso è tutto.